Fondato nel 1897 come “Birreria Reininghaus" da due fratelli tedeschi, il locale deve il nome ai camerieri in giubbe rosse: i fiorentini, trovando difficile pronunciare il nome straniero, dicevano «Andiamo da quelli delle giubbe rosse». Centro nevralgico del Futurismo fiorentino, ospitò circoli scacchistici frequentati persino da Lenin e i redattori delle riviste Lacerba e La Voce. Nelle salette con vetrate liberty, tra fumo, spumante e assenzio, si consumavano notti infuocate con Papini, Marinetti, Montale, Vittorini. Dopo il vincolo della Soprintendenza per il suo forte valore identitario, il Locale ha riaperto i battenti nel giugno 2024 dopo un attento restauro, tornando a essere un punto di riferimento nel cuore di Firenze.